L’uovo e il cigno

Scavi nella necropoli di Lovara di Villa Bartolomea (Verona)




a cura di Luciano Salzani e Marisa Morelato

Con contributi di Luigi Malnati, Giampaolo Rizzetto, Martina Friziero, Valetina Peroli e Alessandro Canci

 

PREMESSA

In una relazione al convegno sui Veneti Antichi, che si è tenuto a Isola della Scala nel 2005, è stato fatto il punto sulle necropoli dell’età del Ferro nel Veronese (Salzani 2008: 47-58).
Per quanto riguarda soprattutto le ricerche recenti, dalla relazione emergeva in modo evidente che a fronte di numerosi e rilevanti ritrovamenti di carattere funerario la situazione degli studi era abbastanza carente; di molti scavi erano state date solo notizie preliminari.
Partendo da queste premesse e su sollecitazione dall’allora Soprintendente all’Archeologia del Veneto dott. Vincenzo Tiné, nel 2011 è stato elaborato un programma di studio e di edizione completa delle necropoli paleovenete veronesi, Nel giro di qualche anno il progetto ha preso forma con la pubblicazione delle necropoli protoveneta di Desmontà (Veronella-Albaredo) (Salzani 2013). e di quelle venetiche di Ca’ del Ferro (Oppeano) (Salzani 2018, di Colombara e di Turbine Chievo (Gazzo Veronese) (Salzani, Morelato 2022; Salzani 2023).
Ora, proseguendo questo progetto di studi, vengono pubblicate le tombe scavate nel 1999 nella necropoli di Lovara di Villa Bartolomea, che rappresentano solo un settore di un’area funeraria che deve essere ben più vasta. La scoperta della necropoli è avvenuta in seguito ai lavori di escavazione di una trincea per la posa di un metanodotto e le indagini archeologiche si sono dovute svolgere esclusivamente all’interno dei limiti di questa trincea. Poche decine di metri più a sud della necropoli la trincea ha intercettato e attraversato l’area dell’abitato protostorico relativo alla necropoli stessa e anche questo tratto di trincea è stato oggetto di indagini archeologiche, che hanno fornito importanti risultati sulle strutture e sulla successione stratigrafica all’interno dell’area insediativa.
Gli aspetti dell’area funeraria e quelli dell’area insediativa sono complementari e interconnessi, in modo da delineare un quadro possibilmente globale di una comunità protostorica. Ora non resta che formulare l’augurio che la pubblicazione delle tombe possa rappresentare anche lo stimolo per lo studio della parte indagata dell’area dell’abitato.
Nel titolo del volume si è voluta riprendere l’efficace espressione “L’uovo e il cigno”, che Luigi Malnati aveva utilizzato per sottolineare il valore simbolico del corredo della tomba 13 (Malnati 2000), che, assieme alla figurina fittile della tomba 8, rappresenta una delle specificità della necropoli di Lovara.

Luciano Salzani




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